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Verran per gli altri Estate, Autunno, Inverno, 
sempre sorriderà a te Primavera.
Rubato hai agli dei il segreto eterno
che ignora il crepuscolo e la sera.

Prima quartina apocrifo 171 da “ I Sonetti di W. Shakespeare,  tradotti e interpretati da Lorenza Franco”, Ed. La Vita Felice, 2000

.

 

 

di Vini di Versi

Mariacarla

Mi ricordo di un glicine fiorito

su una terrazza, in casa di signori.

Chissà perché, il nettare mellito

come farfalle succhiavam dai fiori.

 

Nulla contava la mia treccia bionda,

sol nella tua risplendeva il sole.

Era la tua pupilla nera e fonda,

alla mia il fiordaliso dié il colore,

 

quello sbiadito fiore senza vanto,

così importuno e privo di interesse.

Della Madonna pur colori il manto,

mai nel tuo sguardo però si riflesse.

 

Età lontana di forti emozioni,

cadono gli idoli in ogni tempo,

ma ancora sento le antiche canzoni,

e non rinnego quel mio sentimento.

 

Ora tu mi hai mandato a salutare,

te la ricordi l'adorante amica?

Tu, dolce fiore in mezzo ad erbe amare,

mi conducevi in una valle aprica.

 

                             Lorenza Franco