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Verran per gli altri Estate, Autunno, Inverno, 
sempre sorriderà a te Primavera.
Rubato hai agli dei il segreto eterno
che ignora il crepuscolo e la sera.

Prima quartina apocrifo 171 da “ I Sonetti di W. Shakespeare,  tradotti e interpretati da Lorenza Franco”, Ed. La Vita Felice, 2000

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di Vini di Versi

Madre

Ti porto come una ferita
in fronte, che non risarcisce.
Non duole sempre. E non fluisce
di lì il sangue senza vita.
A volte sono cieco e sento
il tuo passato, e non lamento.
 
Madre, di Gottfried Benn (1886 – 1956)
trad. Giovanni Bonomo

Mutter

Ich trage dich wie eine Wunde
auf meiner Stirn, die sich nicht schließt.
Sie schmerzt nicht immer. Und es fließt
das Herz sich nicht draus tot.
Nur manchmal plötzlich bin ich blind und spüre
Blut im Munde.

Gottfried Benn