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Verran per gli altri Estate, Autunno, Inverno, 
sempre sorriderà a te Primavera.
Rubato hai agli dei il segreto eterno
che ignora il crepuscolo e la sera.

Prima quartina apocrifo 171 da “ I Sonetti di W. Shakespeare,  tradotti e interpretati da Lorenza Franco”, Ed. La Vita Felice, 2000

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di Vini di Versi

Enrico

Tu non credevi in mondi sconosciuti
e sei rimasto qui, ma dappertutto;
della tua vita raccogliendo il frutto,
i tuoi pensieri non sono perduti.

Entrando in casa non farai rumore,
su ogni oggetto cadrà la tua luce,
lieve un sussurro a te ci riconduce,
canterà il Ciel con voce di tenore.

E ti ritroveremo lungo il fiume,
e sui percorsi alati di montagna,
acqua sorgiva che scorre e non ristagna,
non è mai notte dove splende un lume.

Nulla di te ti sei portato via,
la vita non ti fu favola triste,
ancora l'orma del tuo piede insiste
leggera su un tracciato di poesia.

Sull'altra riva agiti la mano
e c'inviti a riprendere il cammino.
L'aria profuma, ascoso, un ciclamino.
Se il sole splende, tu non sei lontano.

Lorenza Franco