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Verran per gli altri Estate, Autunno, Inverno, 
sempre sorriderà a te Primavera.
Rubato hai agli dei il segreto eterno
che ignora il crepuscolo e la sera.

Prima quartina apocrifo 171 da “ I Sonetti di W. Shakespeare,  tradotti e interpretati da Lorenza Franco”, Ed. La Vita Felice, 2000

.

 

 

di Vini di Versi

Speranze (alla madre)

Chissà, che chi di reincarnarsi crede,

ben più sereno affronti poi la morte,

di nuova vita aprendosi le porte,

ché, nella fine, un principio vede.

 

E forse la mia mamma è già rinata

da genitori attenti ed affettuosi,

d'amore e di carezze generosi,

verso una figlia assai desiderata.

 

Lei non conoscerà le umiliazioni

di un'altra vita che le fu sì amara,

ma ben disposta verso tutti e cara,

non lancerà mai più maledizioni.

 

Potrà studiare e nutrire il suo genio,

la sua aggressività vanificata,

in gioia e dedizione trasformata;

si sceglierà un destino casto o imenio.

 

Saprà eluder dei maschi la violenza,

potrà avere una vita sessuale;

essere donna non le farà male,

grande, della natura, provvidenza.

 

Se avrà dei figli, non sarà per caso,

ma li avrà concepiti nell'amore;

palpiterà di letizia il suo cuore,

come un prezioso traboccante vaso.

 

Negli occhi guarderò ogni bambina

che incontrerò in quest'ultimo percorso;

di speranza berrò un ultimo sorso,

affronterò men triste la mia china.

 

Mamma, ti voglio credere felice,

quale non fosti mai, né mai ti vidi.

Solo così finalmente sorridi

a questa figlia che ti benedice.

 

Lorenza Franco