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Verran per gli altri Estate, Autunno, Inverno, 
sempre sorriderà a te Primavera.
Rubato hai agli dei il segreto eterno
che ignora il crepuscolo e la sera.

Prima quartina apocrifo 171 da “ I Sonetti di W. Shakespeare,  tradotti e interpretati da Lorenza Franco”, Ed. La Vita Felice, 2000

.

 

 

di Vini di Versi

Il non dolore

Chi troppo soffre vorrebbe morire,
fidando nella fine del dolore.
Tutto finito, più non duole il cuore,
bisogna ogni ricordo incenerire.
 
Credendo che la fine ti sollevi,
esalerai il tuo ultimo respiro, 
forse ti guarderai, sorpresa, in giro.
Tante le cose che prima vedevi
 
ed or non vedi più, non c’è più niente,
mani non t’accolgono, indulgenti,
non ci saranno visi sorridenti,
ma buio e freddo ed ogni affetto assente.
 
Calandoti nel nulla, tu credevi
di poterti adagiar su un prato erboso,
nel cosiddetto eterno riposo,
che ad un tempo volevi e non volevi?
 
Non sei nemmeno in grado di temere
che un giudice severo ti condanni
le tue colpe a pagar per mille anni.
né ti potrai di questo compiacere.
 
Più non cantan per te le capinere
che non potrai sentire ed apprezzare.
Poiché hai voluto a tutto rinunciare,
del non dolore non potrai godere.
 
La morte eterno non sarà riposo,
ma uno stato muto e silenzioso,
che non affliggerà la tua coscienza,
che della vita dovrà fare senza.
 
Milano, 11 nov. 2018 Lorenza Franco