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Verran per gli altri Estate, Autunno, Inverno, 
sempre sorriderà a te Primavera.
Rubato hai agli dei il segreto eterno
che ignora il crepuscolo e la sera.

Prima quartina apocrifo 171 da “ I Sonetti di W. Shakespeare,  tradotti e interpretati da Lorenza Franco”, Ed. La Vita Felice, 2000

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di Vini di Versi

Eppure

Eppure sento ancora che mi ami
anche se non mi hai mai chiamato “amore”.
Trascorrono infelici le mie ore,
senza di te è ieri anche il domani.

Chi ha subito di nascer la violenza
l’eutanasia chiederà all’amore,
il Nulla affronterà senza timore,
benvenuta la fin dell’esistenza.

E quale ormai sei tu sarò anch’io,
ceneri accostate al cimitero.
Nella realtà non c’è nulla di vero,
quale speranza, se morto è anche dio?

Cantavamo a due voci con impegno,
tu più intonato, io me la cavavo.
La fisica quantistica studiavo,
Einstein la ripudiò con gran disdegno.

Ma il mistico aspettava la conferma
della sua conquistata conoscenza.
Annullando la mente e la coscienza
solo il Nulla sarà la vita eterna.

2 settembre 2009 Lorenza Franco