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Verran per gli altri Estate, Autunno, Inverno, 
sempre sorriderà a te Primavera.
Rubato hai agli dei il segreto eterno
che ignora il crepuscolo e la sera.

Prima quartina apocrifo 171 da “ I Sonetti di W. Shakespeare,  tradotti e interpretati da Lorenza Franco”, Ed. La Vita Felice, 2000

.

 

 

di Vini di Versi

19 maggio 1997 – 19 maggio 1998

Sulla strada che porta al cimitero
incontro, tutta bianca, la mia mamma[i].
S'accende nel mio cuor l'antica fiamma,
mi chiede perché mai vesta di nero.

 

"Mamma, io sono in lutto e non ho pace,
da sola piango, ché nessun mi veda".
Triste mi guarda e sembra che non creda,
lungo i cipressi m'accompagna e tace.

 

Escono dalla tomba i nostri morti,
i nonni[ii] con le zie[iii] ed il cugino[iv].
Scende dai monti un soffio vespertino,
un tramonto s'accende di risorti.

 

E giunge da lontano anche la zia[v],
che giace sola sul lago di Garda,
morì in America quel che ci guarda[vi],
tutti li unisce ormai dolce armonia.

 

Nessuno vuole che io pianga ancora,
la vita è un'avventura che finisce;
solo la morte, che attende, ci unisce,
nulla più, nel suo seno, ci addolora.

 

"Andiamo, presto è l'ora della cena",
dice mia madre e si vuole avviare.
Tenta asciugar le mie lacrime amare,
si domanda il perché della mia pena.

 

"Mamma, anche tu sei morta appena ieri,
per te io porto il lutto nel mio cuore,
pur se respinto hai sempre tu il mio amore."
Gli increduli suoi occhi si fan seri:

 

"Ora comprendo perché più non soffro,
perché mi sento felice e leggera",
e torna indietro nell'azzurra sera,
appoggiandosi al braccio che le offro.

 

Mi dice:"Ora va, non puoi restare,
presto ci rivedremo nella pace.
Non piangere per chi sereno giace,
e finalmente amor ti saprà dare."  

 

Lorenza Franco

 

 

 

 

 

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[i] Pia Zamboni, deceduta il 19. 5.1997. Visita al cimitero ad un anno dalla scomparsa.

[ii] Maria Garbellini e Lazzaro Zamboni

[iii] Tullia e Carmela Zamboni 

[iv] Mirko Alulano

[v] Clelia Zamboni

[vi] Domenico Zamboni