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Verran per gli altri Estate, Autunno, Inverno, 
sempre sorriderà a te Primavera.
Rubato hai agli dei il segreto eterno
che ignora il crepuscolo e la sera.

Prima quartina apocrifo 171 da “ I Sonetti di W. Shakespeare,  tradotti e interpretati da Lorenza Franco”, Ed. La Vita Felice, 2000

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di Vini di Versi

La glottologia

M'incuriosiva la glottologia:
che sarà mai? Adesso son servita!
Sian maledetti il sanscrito e l'ittita,
da molti giorni sono in agonia.

Abbasso le velari e le spiranti,
lo shva, il sandhi, di WERNER la legge!
La mia povera testa più non regge,
contro di me si sono messi in tanti!

Se ogni atto linguistico è diverso,
perché non la smettiamo di parlare?
Stiamocene un po' zitti, a ragionare,
studiar le lingue sarà tempo perso.

Non ci mancavan che l'apofonia,
le brevi e la monottongazione!
Mentre m'assale la disperazione,
lo yod e il vau non vannno proprio via.

Subdoli si nascondono e m'intrigano,
non sono seri, vogliono un compenso,
come lo shva han perduto il buon senso,
RASK e lo SCHLEICHER intanto si litigano.

Dov'è finita mai quell'occlusiva,
pure aspirata e poco dignitosa?
La nuova lingua è di lei sdegnosa,
ci soffia sopra ... ed era un'esplosiva!

I casi sono andati a farsi friggere,
si fanno avanti le preposizioni;
dativo e genitivo, buoni buoni,
s'arrendono e si lasciano sconfiggere.

Stavolta anch'io alzerò bandiera bianca,
m'abbassi pur la media il professore,
nemmen farà, il mio tonfo, un gran rumore
lasciam che cada chi, per gli anni, arranca.

E' però stata un'allegra esperienza
ancor sedere sui banchi di scuola;
anche se il mio cervello più non vola,
io ci provai. Se fallirò, pazienza.