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Verran per gli altri Estate, Autunno, Inverno, 
sempre sorriderà a te Primavera.
Rubato hai agli dei il segreto eterno
che ignora il crepuscolo e la sera.

Prima quartina apocrifo 171 da “ I Sonetti di W. Shakespeare,  tradotti e interpretati da Lorenza Franco”, Ed. La Vita Felice, 2000

.

 

 

di Vini di Versi

Il Coltivatore

Il coltivatore è chino sul terreno,
getta semi per il frutto
e percorre tutto il suo campo
senza scorciatoie,
col sudore sulla fronte.

Poi c’è il sole che vola la pioggia
e riscalda
senza droghe e sotterfugi
con l’ostinata forza dei suoi raggi.

E allora nasce l’immensità della vita,
tra le vallate fino al mare
nel suono delle conchiglie
e in un neonato che piange.

Il coltivatore ride la sua speranza,
assaggia la terra;
poi continua nel fango, nell’aridità,
nonostante la fatica
cada dalle sue dita.

Sa di poter perdere e far germogliare
che il vento può distruggere, il calore seccare:
il coltivatore chino sul terreno
posa il suo amore, ancora,
affinché un amaro esistere
non piova sull’anima del mondo
il silenzioso respiro di un deserto.

Roberto Alessandrini