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Verran per gli altri Estate, Autunno, Inverno, 
sempre sorriderà a te Primavera.
Rubato hai agli dei il segreto eterno
che ignora il crepuscolo e la sera.

Prima quartina apocrifo 171 da “ I Sonetti di W. Shakespeare,  tradotti e interpretati da Lorenza Franco”, Ed. La Vita Felice, 2000

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di Vini di Versi

Amleto, ovvero: l’etica della vendetta

Deve convincere prima se stesso
l'ambiguo eroe del grande dilemma.
Lo scuote il suo fantasma1 dalla flemma,
d'Ofelia fuorviante è quell'amplesso.

Di rimostranze l'evidente eccesso
più somiglianze mostra che divari
in quei ritratti2 dai ricordi amari,
che di vendetta avviano il processo.

Ma Amleto non aveva via d'uscita,
fu, la sua scelta, un'impresa vana,
escludeva dal mondo, la rinuncia3.

Della vendetta l'etica abolita4,
ritorna quello spettro nella tana.
Ma già un'altra Vittima5 si annuncia6.

Della vendetta abolendo lo spettro,
la talpa ritornando nella tana,
il forte braccio della sorte incombe.

Del comando è volubile lo scettro,
ride la Storia d'una scelta vana,
d'un sangue sparso su inutili tombe.

Ma, per Amleto, quale via d'uscita?
D'un'etica distorta prigioniero,
sacro è il dovere che gli viene imposto,

il dramma non può rispettar la vita.
Compier dovrà quel gesto non sincero,
il pubblico ha pagato e sta al suo posto.

Lorenza Franco

[1] Lo spettro del padre esorta Amleto a vendicarlo.
[2] del padre assassinato e dello zio fratricida.
[3] un figlio che non vendicava l'assassinio del padre sarebbe stato emarginato dalla società benpensante del tempo.
[4] da Gesù
[5] Gesù stesso
[6] La cultura cristiana non si è mai dissociata del tutto dai valori legati alla vendetta (nil inultum remanebit).