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Verran per gli altri Estate, Autunno, Inverno, 
sempre sorriderà a te Primavera.
Rubato hai agli dei il segreto eterno
che ignora il crepuscolo e la sera.

Prima quartina apocrifo 171 da “ I Sonetti di W. Shakespeare,  tradotti e interpretati da Lorenza Franco”, Ed. La Vita Felice, 2000

.

 

 

di Vini di Versi

L'istante

There is no moment before and none after. Everything happens Now because nothing is outside Now. Now is the timeless beginning and endless end of every cycle, from electron to God.

Non c’è nessun karma e nessuna vita precedente, nessuna colpa, nessun peccato e nessun castigo. Non c’è nessun aldilà o giudizio universale, nessun inferno o paradiso. C’è solo questo Istante, sacro, infinito, onnipotente[1].

 

Entrare nell’istante che fatica,

in quell’istante che concentra il tempo,

ma nel passato sprofonda o nel futuro,

oppure sfocia nell’eternità,

strappando pagine al Grande Libro

e la statua abbattendo di Crono,

che divenuta sabbia attraversa

la clessidra del Tempo!

 

Sperimentando l’irrazionale,

Dio non è mai il punto d’approdo,

dai confini dell’esperienza umana

si torna a mani vuote.

 

Nella pupilla nera

del grande uccello reale

c’è la bellezza definitiva

che là ti guida dove devi andare,

e quando credi di decidere

tu semplicemente acconsenti.

 

Farà inginocchiare gli angeli

il risveglio della volontà libera.

 

Lorenza Franco

 

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[1] Da “La Scuola degli Dei” di Stefano E. D’Anna