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Verran per gli altri Estate, Autunno, Inverno, 
sempre sorriderà a te Primavera.
Rubato hai agli dei il segreto eterno
che ignora il crepuscolo e la sera.

Prima quartina apocrifo 171 da “ I Sonetti di W. Shakespeare,  tradotti e interpretati da Lorenza Franco”, Ed. La Vita Felice, 2000

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di Vini di Versi

L'etica laica

(… la fede invariabilmente genera violenza. J. Krishnamurti)

Credere in Dio, è stato detto, è un dono,
non credervi è soltanto una disgrazia:
solo così uno si sente buono,
la coscienza si tacita e si sazia.

Eppure mai nessun m'ha domandato
se esista davvero il mio vicino.
Domanda sciocca, credere è scontato,
in chi di sera incontri ed al mattino.

Questo sospetto bisogno di fede[1],
che vuole decretare l'esistenza
di chi mai non si sente e non si vede,
ma a cui puoi delegare la coscienza,

non è piuttosto una colpa grave,
che autorizza le persecuzioni,
che fa pur caricare sulla nave
negri robusti per le piantagioni[2]?

La mia coscienza, invece, laica e umana,
che non mi spinge a cercare il martirio,
che dove c'è sofferenza mi chiama,
né mi vuol ripagare col delirio

di falsi paradisi goderecci,
certo non mi farà bruciar la strega
o l'eretico, per dogmi ed intrecci
- scaturiti da conciliare bega[3] -

di giochi di dominio e di potere,
che han bisogno di corpi da domare[4],
perché le loro istanze sembrin vere,
ed i semplici possano ingannare.

L’etica laica, martire e vincente,
ha conquistato ormai anche i cristiani
che vanno in chiesa, ma assolutamente
ordini non accettan disumani.

Sul soglio pontificio chi ora siede
nemmeno parla più di trascendenza:
l'unica vita di cui parla e crede
è questa, che di Dio deve far senza,

e chiedendo perdono a destra e a manca[5]
grave denuncia un disagio interiore.
Benedicendo con la mano stanca,
sa che il Potere non è mai Amore.

Lorenza Franco (da La tristezza di Satana, EDN ed., 2010, p. 18)

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[1] Che sia l’istinto animale di sottomissione all’amato-odiato capobranco?

[2] Il cristianesimo non abolì mai la schiavitù, anzi la giustificò con una bolla arcivescovile. Se Dio li aveva fatti negri e non bianchi…

[3] vds. I concilii di Cirta (a. 355), di Efeso (a. 449) e una conferenza a Cartagine, tenuti a colpi di pastorale in testa agli avversari. I cristianissimi bizantini non esitavano a mozzare nasi, mani e lingue per punire i dissensi ideologici.

[4] Proibendo il sesso, la contraccezione, l’aborto, l’eutanasia pena la dannazione eterna. Nessuno fu più padrone della propria persona.

[5] Alle donne, agli eretici, agli ebrei, ai musulmani. Mancano gli omosessuali, i giullari, i prestigiatori, gli affetti da autismo e gli altri handicappati mentali, anche loro bruciati vivi.